I MIEI VINI

morej-etichettaMOREJ – VINO ROSSO

“Morej”, in piemontese, significa moro/scuro. Questo vino è l’espressione indomita del vitigno Barbera e di altre antiche varietà in via d’estinzione. Prodotto solo nelle grandi annate.

Durante l’affinamento si distinguono delle piccole partite (a volte una singola barrique) dalle caratteristiche eccezionali. Le imbottiglio a mano separatamente e le dedico a mio padre.

Annata 2015: è frutto di un’annata torrida, senza precipitazioni da maggio a settembre. L’ uva in vendemmia si presentava in eccellente stato sanitario con cenni di appassimento di alcuni acini. La fermentazione con contatto sulle bucce è durata 35 giorni, donando al vino un colore nerastro e una sensazione di grassezza glicerina alla bocca. Il grado alcolico è di 15 gradi e veicola al naso sensazioni di prugna della California, ciliegia sotto spirito, tabacco, terra bagnata.

Annata 2016: nasce da un’annata molto equilibrata che ha dato vini che potemmo definire ‘classici’ : struttura, mineralità, bocca piena e gustosa ma con acidità rinfrescante. Al naso note di ciliegia sotto spirito, menta, spezie, sensazioni ferrose. Grado alcolico 14,5 gradi, grandi prospettive di invecchiamento.

Annata 2017: è frutto di un’annata molto scarsa dal punto di vista produttivo a causa di una gelata tardiva a inizio maggio. Da fine maggio a settembre le temperature si sono mantenute molto alte e la piovosità è stata bassissima per tutta la stagione vegetativa della vite. I pochi grappoli giunti a settembre erano di qualità eccelsa e hanno dato un vino particolarmente complesso e strutturato, adatto al lunghissimo invecchiamento. Evidenti al naso le note di frutto scuro (mora, prugna nera, ciliegia nera), tabacco, liquirizia, catrame. La bocca è piena ma estremamente armonica.

rovej-etichettaROVEJ – VINO ROSSO

“Rovej”, in piemontese, significa “rovi”. Da vigne abbandonate, avvolte dai rovi, sono state prelevate le gemme per realizzare le attuali vigne.

E’ un vitigno a bacca rossa che matura contemporaneamente al Barbera e che, come il Baratuciat, ha una straordinaria resistenza alle malattie fungine e alla siccità. Produce grappoli spargoli con acini piccolissimi che assomigliano a mirtilli. La resa in mosto è bassissima. Il vino che ne deriva ha una ricchezza in estratto secco e tannino che gli permettono di evolvere molto a lungo nel tempo.

Era uno dei tanti “vitigni miglioratori” che i vecchi viticoltori piantavano tra i filari di Barbera per ottenere un vino più complesso.

Annata 2017: frutto di un’annata calda e siccitosi ha permesso di valutare la resistenza del vitigno slarina alle condizioni di caldo estreme… 43 giorni di temperature massime oltre i 30 gradi tra luglio e agosto e neppure un acino appassito! La complessità olfattiva della varietà si è espressa con note “aromatico amare” che mi ricordano il rabarbaro, la china, la genziana, il tamarindo dando l’idea di trovarsi quasi di fronte a un vino chinato. Il corpo è molto importante, con tannino fitto e vellutato. Adatto al lunghissimo affinamento in bottiglia.

preja-etichettaPREJA – VINO BIANCO

“Preja”, in piemontese, significa pietra. Proprio su una pietra affiorante è stata ritrovata l’ultima vite di Baratuciat da cui ho prelevato le gemme per realizzare le attuali vigne.

Si tratta di un vitigno a bacca bianca in via di estinzione originario di Almese (TO), estremamente resistente a Peronospora, Oidio e alla siccità prolungata.
Ha maturazione tardiva (contemporanea al Nebbiolo) e i grappoli maturi presentano una splendida colorazione rosa.

Il vino che ne deriva, presenta sempre un’elevata acidità, basso grado alcolico, struttura e sapidità importanti. Vino destinato al lungo invecchiamento capace di evolvere in note minerali, idrocarburiche e di canfora.

Annata 2017: è frutto di un’annata molto scarsa dal punto di vista produttivo ed estremamente calda dal punto di vista climatico. L’ uva è stata raccolta in 3 distinti momenti per portare in cantina solo i grappoli perfetti con bucce color ambra. L’uva è stata pressata delicatamente a grappolo intero e, dopo decantazione statica di 1 notte, fatta fermentare in parte in legno piccolo, parte in acciaio (20% circa). Dopo un anno di affinamento sulle proprie frecce fini con continuo batonnage le varie parti sono state riunite. Vino di grande corpo e acidità (tipica del vitigno) al naso è ricco di sfumature mielose, di agrumi canditi, canfora, idrocarburi. Adatto a lungo affinamento in bottiglia.

Annata 2018: nasce da un’annata estremamente equilibrata senza eccessi di caldo e con piovosità equilibrata. Il mese di settembre è stato magnifico con giornate calde e notti fresche. L’uva è stata vendemmiata in 3 momenti diversi questa volta differenziando i grappoli per grado di maturità e vinificano le varie partite cercando di rispettarne le varie peculiarità. L’affinamento è stato fatto per oltre il 60% in Tonneau nuovi piegati all’acqua e parte in acciaio senmpre sulle frecce fini proprie del vino, sempre con batonnage frequente. Le varie parti sono state riunite a fine agosto e, dopo 1 mese di decantazione in acciaio, imbottigliate senza filtrazione. È un vino dal corpo pieno ma non eccessivo, rinfrescante nella sua acidità. Ha un naso molto complesso che spazia tra il floreale e l’agrumato con note idrocarburi he e canforate in sottofondo (tenderanno ad aumentare negli anni). Adatto ad un lungo affinamento in bottiglia.