La vendemmia nelle vigne dimenticate

Ci sono vigne dimenticate perchè si trovano in posti molto scomodi, altre perchè non adattabili alla meccanizzazione integrale, altre infine perchè composte da una grande varietà di viti ritenute non più interessanti.

Qui in Monferrato capita di imbattersi in vecchi viticoltori che ostinatamente continuano a recarsi in vigne scomodissime perchè lì conservano delle viti che danno un’uva speciale!

Appena chiedi loro qualche informazione al riguardo incominciano con tutta una serie di storie riguardante amici che diedero loro un varietà particolare, di emigranti che portarono con sè viti della terra natia… di quella volta in cui, andando a caccia scoprirono in una vigna delle viti che davano frutti strepitosi e loro subito a coglierne i tralci da innestare!

Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che nelle nostre vigne di oltre 60-70 anni si trovino varietà come l’ancellotta, il moscato di Terracina, il tocai rosso (per alcuni è l’aleatico), l’hermitege (una varietà di ruchè), il sangiovese, il bianver (in Francia verdesse, in Svizzera altesse), alcune malvasie liguri… l’elenco è lunghissimo.

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Proprio queste vigne rappresentano per me la più grande risorsa a nostra disposizione per rilanciare la viticoltura del Monferrato poichè la contemporanea presenza di più varietà all’interno di una piccola vigna ci permette di capire quali sono le viti più resistenti alle patologie fungine, alla siccità… all’incuria.

Il momento in cui le antiche vigne danno il massimo spettacolo è sicuramente la vendemmia: percorrendo pochi metri tra i filari ci si imbatte continuamente in diverse forme di grappolo, diverso colore degli acini, diverso portamento delle viti e del colore delle loro foglie ma soprattutto si possono percepire i diversi sapori degli acini…

Ogni volta che vendemmio in queste vecchie vigne mi commuovo al pensiero dello sforzo che fanno queste antiche viti nel produrre questi pochi grappolini. Chissà quanti viticoltori si sono incurvati su questa terra e quali pensieri avevano, quali preoocupazioni per portare a casa il frutto del loro lavoro.

Intanto, assaggiando un acino di Moscato di Terracina, mi immagino colui che lo portò con sè partendo da lontano… probabilmente al momento di raccogliere quest’uva pensava alla sua terra.

Enrico Druetto