IL PENSIERO

Fare il vino, lavorare la vigna sono gesti che mi portano indietro nel tempo, a quando passavo le giornate coi miei nonni. La vita contadina era, più di oggi, dettata dal bello e il cattivo tempo, dal susseguirsi delle stagioni e dalla propria forza fisica poiché molto dipendeva dal lavoro manuale.

C’era poco spazio per la fretta; si dava attenzione a non sprecare energie inutilmente per arrivare a terminare il lavoro; la semina, la potatura delle viti, la raccolta dei frutti da conservare.

Ogni cosa aveva un perché; ogni cosa era accompagnata da una speranza; ogni cosa era sostenibile dall’ambiente. La vita in ogni respiro.

Ho bisogno di riappropriarmi di quei colori, suoni, odori. Ho bisogno di credere che la natura si rigeneri anche grazie al mio contributo.

Tutto quello che ho viene dalla terra che conosco e coltivo. Spero di lasciarla un giorno a chi verrà dopo di me, più sana, pulita e viva di quella che ho ricevuto.