Il valore degli antichi vitigni

Nel dicembre 2013 io e il mio amico Tommaso Gallina abbiamo piantato le nuove vigne di Slarina e Baratuciat.

Il primo è un vitigno a bacca rossa poco produttivo in grado di dare vini rossi profondi, fruttati e speziati che col tempo sviluppano una particolare sensazione di cenere (in passato il vitigno veniva anche chiamato “cenerina”).
Il secondo è un vitigno a bacca bianca dalla maturazione molto tardiva in grado di dare vini bianchi dalla complessità olfattiva stupefacente… sensazioni di rose, pesche bianche di vigna, scorze d’agrumi sono sorretti da una bocca elegante, freschissima.

Entrambi i vitigni hanno caratteristiche organolettiche particolari che li rendono immadiatamente riconoscibili gia’ al secondo assaggio!
Entrembi i vitigni hanno rischiato l’estinzione a causa  della standardizzazione della coltura della vite e dall’ estesa cementificazione di territori vocati per questi vitigni.
Sono vitigni che non si adattano all’alta meccanizzazione richiesta dai moderni impianti vitivinicoli, hanno una bassa produzione di uva per pianta e una maturazione molto tardiva… tutte caratteristiche che li fanno escludere dalle grandi aziende.

Hanno però dei pregi importantissimi per le piccole aziende che vogliono lavorare in agricoltura biologica o biodinamica:
1) Sono poco sensibili alle patologie fungine della vite (oidio e peronospora);
2) Sono resistentissime alla siccità;
3) I grappoli, una volta raggiunta la maturità, resistono sulla pianta a lungo senza appassire;
4) L’uva prodotta ha una grande costanza qualitativa in tutte le annate e veniva impiegata in passato per migliorare i vini prodotti con altre varietà.

Questi vantaggi pratici si traducono rispettivamente in:

1) Drastica riduzione dei trattamenti in vigna;
2) Impianto in zone collinari ad alta vocazione senza richiedere irrigazione;
3) Vendemmia nei periodi di maturazione fenologica ottimale;
4) Nessuna esigenza di correzione dei caratteri dei mosti i quali si presentano sempre ricchi di zuccheri, polifenoli, sali minerali e precursori aromatici!

Tutte queste elencate sono caratteristiche che io reputo essenziali per realizzare una nuova viticoltura, più consapevole del valore del suolo, delle persone e della storia… senza gli isterismi delle mode enologiche attuali.

Enrico Druetto